Solidarietà ed immigrazione

Quando si parla di immigrazione vengono subito alla mente tutta una serie di problematiche, tra cui l’accettazione degli immigrati da parte della popolazione locale e l’integrazione degli stessi all’interno della cultura del nostro paese. In questi casi la parola solidarietà diventa fondamentale per poter riuscire nel (a volte difficile) compito di portare a termine con successo tale immigrazione.

Sono due le facce della medaglia da prendere in considerazione: il primo è legato al fatto che gli italiani si attendono dagli immigrati sia riconoscenza che disponibilità, in fondo il nostro paese li ha accolti. Dall’altro i migranti stessi si attendono dal nostro popolo un’accoglienza umana, in cui la parola solidarietà la faccia da padrone. L’obiettivo finale che bisognerebbe raggiungere è quello di portare i migranti ad essere i nuovi cittadini italiani.

In questo senso si muove molto spesso la Caritas, che fanno parte della Chiesa Cattolica, la quale da sempre spinge all’integrazione tra le razze.

Per poter accettare l’immigrazione bisogna anche ricordare che noi italiani, diversi anni fa, siamo stati un popolo di migranti. Sono stati tantissimi i nostri connazionali che hanno lasciato lo stivale per cercare fortuna all’estero, magari in Canada o in Sud America.

L’integrazione tra italiani e stranieri ci può essere e, da un punto di vista della solidarietà, ci “deve” essere, ma sempre nel rispetto della legge. Troppo spesso, infatti, si legge di immigrati (a volte clandestini) che commettono reati in Italia anche se sarebbero dovuti essere espulsi tempo prima. Questo non va bene e non contribuisce certo a cambiare la visione del migrante straniero, spesso legato alle parole di “ladro” o “farabutto”. Nel rispetto delle leggi (sia da parte degli italiani che da parte degli stranieri) l’immigrazione solidale è una cosa possibile.

Che cosa sono i diritti umani?

I diritti umani sono i diritti che hanno tutti gli esseri umani indipendentemente da quale sia la propria nazionalità, il luogo ove essi risiedono, il loro sesso, la loro origine nazionale o etnica, il colore della loro pelle, la religione che praticano, la lingua che parlano e qualsiasi altra condizione presa in considerazione. Tutti noi abbiamo dei diritti umani.

Si parla di diritti umani per intendere dei diritti che abbiamo e che sono espressi e garantiti dalla legge sotto forma di trattati, di principi generali o in termini di altre fonti del diritto internazionale. Il diritto internazionale stabilisce inoltre gli obblighi che i governi hanno nell’agire in un certo modo o nel non agire in altri modi, il tutto con lo scopo di promuovere e proteggere i diritti umani e la libertà fondamentale delle persone.

I diritti umani sono dei diritti universali, secondo un principio, che è stato indicato per la prima volta nel corso della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, datata 1948. Lo stesso diritto è stato ribadito anche in varie convenzioni internazionali sui diritti umani, come quella di Vienna nel 1993, durante la quale si è invitato tutti gli Stati membri a promuovere e proteggere i diritti umani e le libertà fondamentali.

I diritti umani sono inalienabili, nel senso che non devono mai poter venir meno, tranne in seguto a situazioni specifiche e solo in seguito ad un processo giusto. Ad esempio, il diritto alla libertà può essere limitato solo se la persona è colpevole di un reato e viene riconosciuta tale da un tribunale.

I diritti umani sono interdipendenti ed indivisibili, oltre che uguali di fronte alla legge.

I diritti umani, infine, comportano dei diritti e dei doveri. Tali doveri riguardano la protezione degli stessi diritti umani. Tutti gli stati hanno inoltre l’obbligo di proteggere le persone da abusi sui propri diritti umani. A livello individuale, invece, si è autorizzati a far valere i propri diritti umani ma occorre rispettare i diritti umani degli altri.

ONLUS, cosa sono e che vantaggi hanno

Quando si parla di ONLUS, secondo la legge italiana, ci si riferisce ad un’organizzazione non lucrativa che ha utilità a livello sociale. Possono essere ONLUS, tra gli altri, anche le associazioni riconosciute e quelle non riconosciute, i comitati e le società cooperative. Non possono invece assumere veste di ONLUS gli enti pubblici e le società commerciali che siano differenti da quelle di carattere cooperativo.

Per poter arrivare ad avere lo status di ONLUS è fondamentale che l statuto o che l’atto costitutivo dell’ente siano redatti nella forma di atto pubblico o di scrittura privata autenticata o registrata. Tale atto deve prevedere in maniera espressa, tra gli altri, uno dei seguenti compiti: assistenza sociale, assistenza sanitaria, beneficenza, formazione, svolgimento di sport dilettantistico e tutela della cultura e dell’arte.

La legge italiana prevede per le ONLUS tutta una serie di agevolazioni fiscali, che possono andare dalle imposte sui redditi fino ad altre imposte di carattere indiretto, senza dimenticare l’IVA.

L’iscrizione all’Anagrafe unica delle Onlus ha carattere costitutivo ai fini della qualificazione come ONLUS degli enti interessati ed è condizione necessaria per beneficiare delle agevolazioni fiscali. Per poter usufruire di tali agevolazioni è fondamentale che le ONLUS stesse siamo iscritte presso le direzioni regionali delle entrate che sono competenti per territorio. Tutti gli enti che vogliono assumere la qualifica di ONLUS devono dare comunicazione di tale decisione tramite raccomandata presso la Direzione delle Entrate competente. Sono invece esonerate dall’obbligo della comunicazione le cooperative sociali, le organizzazioni di volontariato e le organizzazioni non governative.

Sempre a livello fiscale, coloro che versano denaro “in beneficienza” ad una ONLUS, possono usufruire di una certa detrazione fiscale della somma versata: più precisamente si parla della percentuale del 19% entro una soglia massima di 2.065,83 euro.