Solidarietà ed immigrazione

Quando si parla di immigrazione vengono subito alla mente tutta una serie di problematiche, tra cui l’accettazione degli immigrati da parte della popolazione locale e l’integrazione degli stessi all’interno della cultura del nostro paese. In questi casi la parola solidarietà diventa fondamentale per poter riuscire nel (a volte difficile) compito di portare a termine con successo tale immigrazione.

Sono due le facce della medaglia da prendere in considerazione: il primo è legato al fatto che gli italiani si attendono dagli immigrati sia riconoscenza che disponibilità, in fondo il nostro paese li ha accolti. Dall’altro i migranti stessi si attendono dal nostro popolo un’accoglienza umana, in cui la parola solidarietà la faccia da padrone. L’obiettivo finale che bisognerebbe raggiungere è quello di portare i migranti ad essere i nuovi cittadini italiani.

In questo senso si muove molto spesso la Caritas, che fanno parte della Chiesa Cattolica, la quale da sempre spinge all’integrazione tra le razze.

Per poter accettare l’immigrazione bisogna anche ricordare che noi italiani, diversi anni fa, siamo stati un popolo di migranti. Sono stati tantissimi i nostri connazionali che hanno lasciato lo stivale per cercare fortuna all’estero, magari in Canada o in Sud America.

L’integrazione tra italiani e stranieri ci può essere e, da un punto di vista della solidarietà, ci “deve” essere, ma sempre nel rispetto della legge. Troppo spesso, infatti, si legge di immigrati (a volte clandestini) che commettono reati in Italia anche se sarebbero dovuti essere espulsi tempo prima. Questo non va bene e non contribuisce certo a cambiare la visione del migrante straniero, spesso legato alle parole di “ladro” o “farabutto”. Nel rispetto delle leggi (sia da parte degli italiani che da parte degli stranieri) l’immigrazione solidale è una cosa possibile.

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